Portraits


Portraits, Ritratti, è il nuovo disco del Quartetto Saxofollia, in uscita a primavera 2021.
Nono disco della formazione, riassume gli anni di ricerca del quartetto intorno a sonorità, materiali e arrangiamenti nel tentativo di far coesistere la natura classica e cameristica del quartetto di saxofoni con l’anima jazz dello strumento.
Se è vero che il jazz è prima di tutto improvvisazione, è altrettanto vero che in esso troviamo bellissimi brani che, oltre ad essere pretesti per l’improvvisazione si configurano come pezzi autonomi: proprio da qui inizia il lavoro di Saxofollia.
I ritratti in questione sono omaggi a grandi musicisti. L’apertura del disco è una suite di 4 songs tratte dal repertorio di Cole Porter, arrangiate magistralmente da Roberto Sansuini che si avvicina a questi brani swing e latin come se si stesse rapportando alla musica di Bach o Mozart, intrecciando le voci, giocando sui contrappunti, sulle alternanze del solo e del tutti e mescolando le sonorità, arrivando ad ottenere da un lato la delicatezza di un quartetto d’archi e dall’altro l’impeto di una orchestra jazz.
Seguono “Sei variazioni sul tema di Goodbye Pork Pie Hat”, un brano originale di Sansuini. Qui, un genere tipico della musica classica come il "tema con variazioni", viene applicato ad una composizione proveniente dal repertorio jazzistico tradizionale. La ballad che costituisce il tema è del compositore e contrabbassista Charles Mingus, scritta nel 1959, in occasione della morte del saxofonista Lester Young.
“Mr. J.C.” tributo a John Coltrane chiude il trittico Sansuiniano. Qui alcuni dei più celebri brani del jazzista sono stati ripensati per quartetto di saxofoni giocando su rielaborazioni ritmiche (Giant Steps), intrecci contrappuntistici (Like Sonny, Naima) e ri-armonizzazioni (Big Nick).
Il brano originale “Diffusion” di Gordon Goodwin celebra, in 4 movimenti, una piccola storia del saxofono che pare scritta su misura per Saxofollia. Ai primi due movimenti, allegro e waltz, omaggi alla musica minimale e al ‘900 francese, seguono uno swing ed un hip-hop chiaramente legati alla vita più moderna dello strumento.
In questa galleria di ritratti, come è nello stile di Saxofollia, non manca un omaggio alla canzone italiana: “E se domani”, reso celebre dall’interpretazione di Mina, viene rivisitato in una versione medium rock di Stefano Nanni.
Sempre sul confine tra musica classica e swing è l’originale “A Tale of Three Cityes (London, Paris, New York)” dove il compositore
Bill Holcombe mescola sapientemente materiale inedito con standard jazz e melodie tradizionali delle tre città. Il risultato è una suite giocosa e divertente che bene rispecchia lo spirito del quartetto.